escursioni geologiche       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La caldera di Santorini - Grecia.

Una "quasi Atlantide" vulcanica.

Questo viaggio, tra maggio e giungo '09, ha avuto come tematica principale il vulcanismo delle Isole Cicladi e tutto quello che ne deriva. Mentre scrivo Santorini si risveglia, e sabato 27 giugno un terremoto di magnitudo 5.1 con epicentro poco distante dall'isola, spaventa sia isolani che turisti, senza fortunatamente creare morti o danni.

Santorini Ŕ costituita da quello che resta di un cratere sventrato in parte per un fenomeno sismico avvenuto in etÓ preistorica e in parte eroso dall'attivitÓ degli agenti esogeni, ed invaso successivamente dal mare. ╚ inoltre circondata da numerosi vulcani sottomarini il maggiore dei quali, il Kolumbo, posto circa 8 km a nord-est di Santorino, inizi˛ nel 1649 una serie di eruzioni di tipo esplosivo che provocarono la morte di 70 abitanti; ma quest'ultima esplosione non sarebbe lontanamente paragonabile a quella di Thera del 1628-1627 a.C. (datazione stabilita da Manning, nel 2006, attraverso accurate analisi al C14 e dendrocronologiche), la pi¨ imponente e devastante eruzione avvenuta in Europa in epoca storica, che erroneamente si associa alla caduta per la civiltÓ minoica.

In primo luogo Santorini  va collocato in un determinato contesto geodinamico. Il complesso vulcanico di cui fa parte della parte ("South Aegean Volcanic Arc") (fig. 1), si origina dalla subduzione tutt'ora attiva di litosfera oceanica che si ha, in direzione NE-SW, nel Mediterraneo orientale. E' un arco piccolo, molto ricurvo, con uno slab che subduce a basso angolo, intuibile dal fatto che prevale la sismicitÓ con profonditÓ intermedie piuttosto che profonde (circa 150-170 km). L'Arco separa il Mediterraneo meridionale, profondo circa 3 km e indeformato, dal Mar Egeo, che ha una struttura notevolmente complessa. Al centro dell'Egeo troviamo una serie di apparati vulcanici, pseudoparalleli al trench, che ne rappresentano l'arco interno (Milos, Antimilos, Antiparos, Santorini, Kos, Yali, Nisiros, ecc.).

Per conoscere maggiormente la storia geologica di Santorini sono interessanti i seguenti riferimenti:

- santorini-geology;

- USG.

La seguente escursione non vuole avere un fine turistico, quindi ogni riferimento logistico va comunque verificato. La descrizione ha un fine prettamente geologico-escursionistico.

Il percorso si sviluppa da Fira in direzione Nord, verso Oia. Il percorso dura circa 4 ore, e costeggia tutta la caldera, con vista per tutto il tragitto sull'isola di Nea Kameni (fig. 2), originatasi da effusioni tardive, nel 1700, dovute alla ripresa dell'attivitÓ eruttivaal centro della caldera. Da Imerovigli, si vede in direzione sud, l'organizzazione urbanistica di Fira, molto caotica e interventi edilizi quasi sovrapposti e a ridosso del bordo della caldera (fig. 3).

Lasciata Imerovigli e le ultime abitazioni, verso la cima del Mikr˛ Profýtis, l'ambiente si fa molto pi¨ naturale e si possono scorgere successione di ignimbrite rossa o scura sovrapposte e di difficili rapporti cronostratigrafici. In fig. 4 si notano due differenti episodi di deposizionali con strati policromi basali rossi e scuri e vinacei e pi¨ grossolani sopra.

(foto AA)

Procedendo sempre nel percorso si notano spesso intrusioni locali di tardivi filoncelli ignei, con xenoliti e brecce.

(foto AA)

Dopo una piazzola per roulotte ad uso bar, posto sulla strada carrozabile, si riprende il sentiero e si sale lungo le rocce rosse verso la sommitÓ della caldera. La vista sulla caldera Ŕ sempre molto suggestiva.

(foto AA)

Si risale fino alla piccola cappella di Agios Stavros, per poi ridiscendere verso Oýa, dove si conclude il percorso, magari ammirando con un po' di pazienza il tramonto.

(foto AA)

Il link che segue mostra delle ottime panoramiche dell'isola, con particolare attenzione alla caldera e alla dinamica dei suoi depositi vulcanici (da School of Geology AUTH):

http://www.geo.auth.gr/en_santorini_panorama.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 1 The South Aegean Volcanic Arc and the tectonic setting of Santorini. After Friedrich (1994)

 

 

 

 

 

Fig. 2 Vista della caldera di Santorini da Imerovigli (foto AA)

 

Fig. 3 Vista da Imerovigli verso Fira (Sud) (Foto AA).

 

Fig. 4 Depositi ignei policromi (foto AA)