racconti alpinistici       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Nelle Alpi i motivi di
interesse morale non
sono certo minori di quelli fisici.
Nonostante che l'uomo sia
sempre l'uomo, agitato dalle stesse passioni
e mosso dagli stessi bisogni,
se si può sperare di trovare ancora
un angolo d'Europa dove l'uomo
sia sufficientemente civilizzato per non essere
più feroce, ma abbastanza naturale
 da non essere ancora corrotto, è nelle Alpi
che bisogna cercarlo;
 nelle alte vallate dove non esistono
nè padroni nè ricchi " 
    
Horance-Bénédict de Saussure
 

Dolomiti di Brenta, tramonto (foto A.A.)

Le informazioni contenute in questa sezione non hanno l'ambizione di essere  guida escursionistica o alpinistica, ma esprimono solo il desiderio di condividere luoghi e sensazioni, e magari dare uno spunto per la scelta di una nuova meta. Naturalmente si consiglia vivamente di approfondire e verificare ogni informazione riportata di seguito, sebbene ogni annotazione sia stata riportata con la maggior precisione possibile, e valutare criticamente le proprie capacità prima di intraprendere le escursioni suggerite.

 

1. Monte Guglielmo (BS), scialpinistica.

2. Cima Bles (BS), escursionistica.

3. I Torre del Sella (BZ), arrampicata.

 
 
 
1. Monte Guglielmo (BS), Scialpinistica, gennaio 2009. Difficoltà BS: itinerario per buon sciatore. Dislivello circa 1000m.
 

Il percorso scialpinistico si sviluppa sulle pendici del Monte Guglielmo, Gölem in bresciano, è una montagna di 1957 metri che si eleva nelle Prealpi Bresciane e Gardesane, partendo da Pezzoro (versante Val Trompia). Nella carta geografica che segue (estratto IGM, http://www.pcn.minambiente.it/) è stato evidenziato il percorso effettuato.

Percorso da Pezzoro al M. Guglielmo (estratto IGM)

Il parcheggio può essere scelto fra le strade di Pezzoro (circa 900 m s.l.m.), che si raggiunge lasciando la strada provinciale della Valtrompia all'altezza di Pezzaze. Una volta trovato parcheggio si imbocca la traccia del sent. 325in direzione est e si comincia a salire verso il Rif. CAI Valtrompia (1259 m) raggiungendolo in circa 40'-50'.

Tutta la prima parte del percorso se viene effettuata a mattina inoltrata si svolge prevalentemente in ombra, quindi con temperature non riscaldate direttamente dal sole. Il giorno in cui è stata effettuata quest'escursione in prossimità del Rif. CAI Valtrompia erano in atto delle esercitazioni alpinistiche forse un po' troppo rumorose, ma che comunque non disturbavano più di tanto la tranquillità della salita.

Esercitazioni alpinistiche in prossimità del Rif. CAI Valtrompia (foto A.A.)

Come si vede dall'immagine sopra, la giornata era stupenda e veramente invitante, sole e nemmeno un soffio di vento, solamente un po' di foschia in lontananza, molto probabilmente frutto del solito inquinamento industriale progressivo. La prima parte della salita frontalmente non è molto suggestiva; tuttavia nei momenti di riposo, se lo sguardo veniva volto verso est, lungo Valle Aperta, è molto suggestiva e si arriva a scorgere il M. Baldo, in veste invernale.

Vista verso est, Monte Baldo (foto A.A.)

Lasciato sulla destra il Rif. CAI Valtrompia, sud-sud ovest (per gli escursionisti estivi che conoscono la zona, la direttrice è sempre il sent. 325), per affrontare quello che i bresciani (e cremonesi!!) chiamano "el Ratun o discesù", ovvero un versante in direzione Stalletti Alti discretamente ripido, che mette a dura prova pelli e gambe. Durante i periodi in cui la neve comincia a ghiacciarsi per il gelo intenso e le scarse precipitazioni nevose, questo settore del percorso, crea notevoli difficoltà facendo scivolare spesso verso valle i sciatori (come lo scrivente) con tecnica poco raffinata. Alla fine di questa salita si scollina, ricompare il sole scaldando l'aria gelida dell'ombra e il monumento del Redentore si fa sempre più vicino!

Inizio del "Ratun" (foto A.A.)

 

Monumento del Redentore sempre più vicino (foto A.A.)

 

Scollinamento e abbaglio del sole (foto A.A.)

L'ultimo tratto, forse quello più bello, dà la possibilità di aprire lo sguardo sempre teso fino ad ora a controllare i passi degli sci per la salita, verso le montagne che circondano la zona, da M. Baldo, alle Orobie Bergamasche, fino alla Pianura, in direzione sud, verso Concesio e Brescia. Purtroppo la foschia di origine antropica, fa arrivare solamente fino ai primi abitati verso sud, sicuramente i riverberi che si intuiscono provengono da qualche industria di Concesio. Non è la sezione adatta ad una discussione ambientalista, ma sicuramente se ci fossero un po' meno polveri sottili (e parlo solamente delle Pm10, quelle più piccole e più dannose le ignoro) il paesaggio sarebbe diverso almeno  in parte. Nella foto seguente è evidente in una giornata di sole e poco vento, la stratificazione dell'aria fino ad un'altitudine di circa 2000 m, e le foschie mattutine erano già dissolte, essendo stata scattata la foto dopo le 12:00 a.m.

Panorama verso sud (foto A.A.)

A questo punto la cima è vicina, e dopo un ultimo sforzo, si raggiunge la meta prefissata. Il panorama i una giornata di sole come questa è spettacolare con una vista quasi a 360° dalla pianura, sul Lago d'Iseo, le Orobie fino ai monti veneti. L'arrivo è il momento per ammirare, bere e mangiare  qualcosa, e dopo qualche foto si staccano le pelli e si ridiscende per la stessa via di salita.

Cima Monte Guglielmo e Monumento al Redentore (foto A.A.)

La discesa, che si percorre in 30-40 minuti, a seconda del manto nevoso, è stata piacevole e sicura, essendo già battuta da numerosi passaggi precedenti, ma volendo si poteva azzardare a brevi tratti didattici e sicuri in fuori pista. Purtroppo la discesa non permette molte foto, ma dopo il primo tratto di discesa è stata effettuata una panoramica a 180° che viene riportata al link sotto, che spazia dalle Orobie bergamasche (si riconosce il Piz. del Diavolo, Presolana, il gruppetto del Monte Campione, fino al M. Baldo).

Visualizza Panoramica

 

Durante la discesa naturalmente non mi sono privato del gusto (anche senza volerlo) di sentire direttamente la consistenza della neve, con un paio di decise cadute senza conseguenze e all'arrivo alla macchina le evidenze sono ancora in parte presenti.
(Dedico questa discesa al mio amico Paul, che non è voluto venire!!!)
 
 
 
 
 
 

Consiglio questa classica scialpinistica soprattutto per i principianti con già un minimo di esperienza di fuoripista, sia per la salita tecnica e a tratti impegnativa, sia per la discesa piacevole e adatta al perfezionamento e alla ricerca di uno stile migliore e più sicuro.  

                

TOP

1. Monte Bles (BS), escursionistica, luglio 2009. Dislivello circa 1100 m.

Bel percorso escursionistico in alta Valcamonica. Questo percorso è posto ad ovest della Val di Cané, sopra i paesi di Vione e Cané. La meta finale è il Corno Bles posto a SE della vera e propria cima Bles in corrispondenza della croce bianca. Di seguito si riporta un elaborato con Google Earth in cui si evidenzia il percorso per il Corno Bles.

 

Parcheggiata la macchina in corrispondenza dell'abitato di Canè Dopo qualche centinaio di metri la strada si restringe e diventa sterrata. Raggiunta il primo bivio (dopo una cappella votiva) si prede a destra in direzione Premia.  Il segnavia da seguire è 84 che non sempre è riportato, senza mai scendere verso est (vallecola del R. Fiumeclo). La direzione da seguire è verso nord nord ovest seguendo il sentiero e raggiungendo M.ga Bles.   Oltrepassate le case si prosegue su sentiero ben marcato N. 66 tra larici e rododendri. Fuoriusciti dal bosco si sale in direzione Tor di Pagà. Da qui si continua seguendo la direzione della croce di vetta e si sale in direzione della croce sommitale, subito sopra degli affioramenti di depositi calcarei metamorfosati con aspetto marmoreo. Con un ultimo sforzo si sale fino in vetta. L'ultimo tratto è un po' ripido ed esposto.

Di seguito si vede il marmo bianco da sud ovest fotografato durante la discesa.

Dalla cima verso sud si ha un ampia visuale sulla parete nord dell'Adamello e sulla Valle dell'Avio.

TOP

 

3. I Torre del Sella (BZ), via "dei camini", parete sud est, arrampicata, agosto 2011. Difficoltà III-IV: itinerario divertente e molto panoramico. Dislivello circa 150 m.

Panoramica arrampicata poco impegnativa, ma molto appagante, soprattutto con tempo ottimale e limpido per l'ambiente "quasi" incontaminato in cui è posto. Essendo la prima arrampicata in ambiente dolomitico, ci siamo affidati ad un'esperta guida alpina dei Catores di Ortisei, il Sig. Moritz Peristi. Dal Passo Sella si sale sul sentiero ad est dell’Albergo Maria Flora, fino ad un terrazzo prativo da cui partono diverse vie di arrampicata sulle Torri del Sella, prevalentemente sul versante sud orientale. Tenendo la sinistra si arriva all’attacco della via.

 

Le Torri del Sella sono costituite prevalentemente da Dolomia Cassiana. Quindi la roccia di arrampicata è la tipica dolomia con l’alterazione per dissoluzione calcarea meteorica che crea morfologie tipo clessidre e spuntoni utili per soste e per integrare la via. La via è molto frequentata, quindi è abbastanza sporca, anche se è possibile scegliere delle vie leggermente alternative per variare il percorso rendendolo anche maggiormente soddisfacente.

 

......in progress